Sindrome compartimentale Dr. Luca Squadroni

Debolezza della presa alla sbarra o agli anelli . Vi presento la sindrome compartimentale.

Sindrome miofasciale avambraccio2

Ricordo a Madrid, nell’area warm up dei regional aver visto un ragazzone sui 90kg piangere e prendersi a schiaffi gli avambracci come per punirli.Ho subito notato che erano ancora di pietra, nonostante il workout fosse finito da 10 minuti, come in preda a dei crampi.

Quel ragazzo non aveva chiuso un 21-15-9 basato sui ring muscle up, proprio perché non riusciva piú ad incastrare le ultime rep. Ore ed ore di sacrifici vanificate, per poi rimanere in mezzo all’arena e guardare gli anelli dal basso.

Ecco, per l’appunto può capitare ai crossfitter, soprattutto a quelli più pesanti, di iniziare a percepire stanchezza nella presa, insensibilità delle mani o avambracci che si bloccano, specialmente se ci sono molti esercizi alla sbarra o agli anelli nel WOD o se si viene da un periodo molto intenso.

Per spiegarvi il perché di questo fenomeno, ritorniamo a parlare della fascia e della sua importanza.

Fisiologia

Per poter sprigionare più forza possibile nelle mani madre natura ha plasmato la fascia degli avambracci rinforzandola, conferendole una struttura che potesse dirigere meglio le forze vettoriali provenienti dal tronco e dal braccio.
Per contro però vi è una scarsa elasticità che la rende soggetta a picchi di iperpressione interna.

Patogenesi

Quando stressiamo molto la presa, c’è un’ingente quantità di sangue che arriva nei nostri avambracci ma che fa fatica a ritornare verso il cuore poiché si trova all’interno di un contenitore poco elastico, il cui contenuto (ovvero i muscoli) sono aumentati parecchio di volume.
Si crea quindi un ingorgo dove i muscoli non possono diminuire di volume perché il loro interno è pervaso di capillari pieni di sangue e le vene non possono pompare via il sangue perché i muscoli sono talmente tant o aumentati di dimensione da comprimerle.

Sindrome miofasciale avambraccio2

Questa amici si chiama sindrome compartimentale e c’è solo un modo di fermala nell’immediato: interrompere l’esercizio. Solo così l’ingorgo può lentamente defluire e la situazione normalizzarsi.(tempo 15/20 min)
I sintomi che potreste percepire sono:

  1. Debolezza o impotenza funzionale
  2. Crampi
  3. Dolore
  4. Formicolio alle mani

NB: se dopo 30 minuti i sintomi non dovessero migliorare è bene recarsi immediatamente in ospedale onde evitare spiacevoli conseguenze, che per leggerezza non sto qui ad elencarvi.

Diagnosi

La diagnosi vera la si può fare solo con uno strumento che attraverso degli aghi, misura la pressione interna dell’avambraccio in più punti. Meglio ancora se facciate il test appena terminata l’attività fisica, così da non avere dubbi.
Dato che è una patologia di nicchia, in pochi lo eseguono, se vi servisse cercate i centri, pubblici e privati, più vicini a voi.

Sindrome miofasciale avambraccio2

La risonanza magnetica è marginale, di indicazione solo nel constatare la sofferenza tessutale, le ecografie…inutili!

Terapia

Come terapia io proporrei i seguenti trattamenti:

1- Manipolazione fasciale metodo Stecco : Attraverso la disattivazione di diversi punti nevralgici disposti lungo la vostra fascia, migliorerete l’elasticità tessutale e quindi con buona probabilità, la patologia si farà meno severa o scomparirà del tutto se non è troppo aggressiva.

2- Fibrolisi (tecnica di scollamento fasciale con ganci) per lavorare direttamente sulla zona e limitrofe.

Sindrome miofasciale avambraccio2

3- Tecarterapia e/o linfodrenaggio per aumentare il drenaggio dei tessuti e quindi alleviare la stasi linfatica.

Una vostra accortezza potrebbe essere stretchare il piu possibile la zona del pettorale alla fine dei vostri WOD, poiché quella è la zona di passaggio di molti vasi sanguigni e naturalmente fare molti esercizi di mobilità del polso.
L’ultima spiaggia resta l’intervento chirurgico che, grazie ad una resezione della fascia, crea una decompressione dell’avambraccio e dovrebbe mettere un punto al problema.

Sindrome miofasciale avambraccio2

Parentesi

Una categoria che ne soffre molto sono i motociclisti, che stressano continuamente la presa per tenere il manubrio. Un esempio su tutti è Dani Pedrosa, che è dovuto ricorrere all’intervento chirurgico per poter ritornare in pista.

Precisazioni:

Ho voluto prendere come esempio questa patologia nel mio primo articolo non per la sua incidenza (infatti molto bassa) o la sua stretta attinenza con il CrossFit ma per farvi capire quanto la fascia sia importante, nel bene e nel male. Qui ad esempio abbiamo visto come può diventare un “laccio emostatico” che ostacola il ritorno sanguigno dei vasi se perde la sua naturale elasticità, magari per un eccessivo overuse (con conseguente aumento di volume muscolare) o per alterazioni morfo genetico individuali.

Negli articoli seguenti scopriremo invece delle curiosità sul tronco e sul perché molti di voi tendono a sbilanciarsi in avanti durante gli OHS o negli squat snatch, nonostante effettuino ore di mobilità e riscaldamento su caviglie, anche e spalle.

Buona settimana a tutti e buon WOD.