Infortunio alla spalla nel CrossFit

Infortunio alla spalla nel CrossFit

Sicuramente una delle articolazioni più bistrattate nel nostro sport. Ultimamente assisto ad un aumento degli infortuni dell’articolazione scapolo omerale negli atleti di Crossfit.

Uno dei motivi per cui questa articolazione va incontro a molti infortuni è che deve essere molto mobile per consentire il movimento del braccio sui vari piani spaziali, è infatti l’articolazione con più gradi di movimento del corpo… immaginate quanti movimenti di spinta e trazione fate tutti i giorni con la spalla.

Se parliamo di movimenti in spinta tanto per elencare alcuni movimenti passiamo dal dip, alla panca piana, ai movimenti in spinta sopra la testa(jerk, press, hspu ecc); per quanto riguarda i movimenti in trazione: pull up, row ecc. Proprio per questa serie di motivi non può essere contenitiva come l’articolazione dell’anca .

A fissare la testa dell’omero nella cavità glenoidea della scapola ci pensa un complesso sistema di muscoli e tendini che costituiscono la famigerata “cuffia dei rotatori”: in particolare Sovraspinato, Infraspinato, Piccolo Rotondo e Sottoscapolare svolgono un compito essenziale per il corretto funzionamento della spalla.

I muscoli che attraversano superficialmente la spalla, che son anche i più voluminosi e visibili(pettorale, deltoide, dorsale) son quelli che più difficilmente van incontro a lesioni. Se negli sport di contatto le problematiche più frequenti riguardano lussazioni o persino strappi tendinei, nel CF le lesioni sono spesso dovute a movimenti errati o a prolungata usura da sfregamento dei tendini che stabilizzano la capsula articolare.

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Se dovessi fare una panoramica di tutte le lesioni che possono interessare la spalla nel CrossFit potrei riassumerle in :

1) Le fratture della clavicola sono tra le più comuni cause di lesioni ossee. La frattura si localizza più di frequente al passaggio fra terzo medio e laterale (80%) che è il punto più debole. Quando la frattura è completa il frammento mediale si porta in alto per azione dello sternocleidomastoideo mentre il frammento laterale va in basso per l’azione del deltoide e del peso del braccio.

2) La capsulite adesiva consiste in un’infiammazione aspecifica della capsula articolare della spalla. Può essere idiopatica o secondaria a traumi dell’articolazione e interventi chirurgici soprattutto se trattati con immobilizzazione prolungata; è caratterizzata da una progressiva perdita dell’articolarità a causa della perdita di flessibilità della capsula

3) La frattura dell’omero, che rappresenta il 5% delle fratture, interessa soprattutto soggetti dopo i 50 anni, in particolar modo di sesso femminile e si verifica generalmente a livello del collo chirurgico dell’omero.

4) Instabilità di spalla: Nella definizione di spalla instabile rientrano differenti quadri nosologici, quali le lussazioni della spalla, le sublussazioni della spalla e la patologia da iperlassità.

5) Le lesioni dell’articolazione acromion-claveare : vengono classificate sia in relazione all’entità della rottura legamentosa (lesione incompleta o completa) che in base alla direzione della dislocazione della clavicola, dando origine a 6 diversi quadri diagnostici (e dai quali dipenderà il successivo trattamento, conservativo o chirurgico)

6) Lesione della cuffia dei rotatori: è costituita dai tendini di 4 muscoli che, originando dalla scapola, si inseriscono sulla testa omerale. È costituita dai tendini dei muscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare. Questi tendini possono andare incontro a infiammazione, lesione traumatica e lesione degenerativa con rottura che può essere parziale o completa.

7) “Sindrome dello stretto toracico”: comprende una serie di sindromi, spesso bilaterali, determinate dalla compressione di strutture nervose e/o vascolari da parte di strutture ossee o muscolari. Tale compressione può essere causata anche da un’alterazione dell’equilibrio posturale del cingolo scapolare e dall’attività prolungata dell’arto superiore sopra il capo o da problemi artrosici del rachide cervicale che possono determinare una contrattura riflessa degli scaleni.

8) La rottura del capo lungo del bicipite omerale: coinvolge più spesso la sua porzione prossimale. È più frequente nei soggetti sopra i quarant’anni che hanno una storia di dolore cronico da sindrome da conflitto. Ciò porta ad una sofferenza cronica del tendine sia da sovraccarico che da degenerazione tendinosica. La rottura avviene più spesso in seguito ad uno sforzo intenso e nei pazienti più anziani è associata ad una sofferenza di tutta la cuffia.

9) Slap Lesion: si indica la condizione anatomica di lesione del margine antero-superiore del cercine associato al distacco del tendine del capo lungo del bicipite (Superior Labral Anterior to Posterior). È una lesione che può comparire o in seguito ad un gesto violento negli sport di lancio o in seguito a caduta sull’arto.

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Ma La principale lesione osservata è difatti la cosiddetta “sindrome da conflitto”.

Di cosa si tratta?

In atleti con particolari caratteristiche morfologiche (uno spazio ridotto tra testa dell’omero e volta acromioclavicolare), durante i movimenti con il braccio sollevato come le alzate (jerk, push press) o nei pull up, il tendine del sovraspinato può rimanere compresso e persino sfregare sulla testa dell’ omero da un lato e sul lato inferiore dell’ acromion dall’ altro.

Ciò a lungo andare può provocare un’infiammazione che generalmente parte dalla borsa sierosa (una sorta di cuscinetto protettivo che si frappone tra il tendine del sovraspinoso e l’osso) e si propaga successivamente al tendine stesso e, se non adeguatamente e tempestivamente trattata, agli adiacenti tendini di infraspinato (dietro) e capo lungo del bicipite (davanti).

In questi casi il soggetto prova un intenso fastidio durante il sollevamento del braccio e alla lunga potrebbe arrivare ad un deterioramento tale da renderlo irreversibile, fino a portare alla rottura del tendine. Quest’ultimo caso si verifica raramente e soprattutto a carico di atleti over 40.
Questi atleti dovrebbero perciò evitare tutti gli esercizi che prevedano distensioni e trazioni .

E’ perciò importantissimo allenare in maniera equilibrata i vari muscoli della spalla, tenendo in considerazione le differenti caratteristiche morfologiche degli atleti ed evitando movimenti che provocano sensazioni di fastidio, dolore o sfregamento.

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Non esiste un trattamento univoco per le lesioni di spalla ma posso darvi alcuni consigli generali che sicuramente vi torneranno utili:

  • 1. Inserite nel vostro programma delle routine di ginnastica propriocettiva (avrete visto molti esercizi con gli elastici che legano le kb al bilanciere nelle distensioni sopra la testa, o delle progressioni su tavoletta propriocettiva)
  • 2. Curate scrupolosamente l’esecuzione del gesto atletico, a mio parere questa è la forma migliore di prevenzione! Non ci si infortuna per il carico ma per come lo si muove.
  • 3. Non saltate la sessione di mobility e stretching a fine allenamento.
  • 4. Fate attenzione ai piccoli fastidi; se rimangono tali e passano in un tempo ragionevole bene, al contrario consultate uno specialista!

Vi ringrazio come al solito dell’attenzione !

Se avete qualche dubbio su quello che scrivo potete contattarmi senza problemi

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Infortunio alla spalla nel CrossFit Dr. Andrea Bellato
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Infortunio alla spalla nel CrossFit Dr. Andrea Bellato
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Infortunio alla spalla nel CrossFit Dr. Andrea Bellato Fisioterapista ci spiega come evitare infortuni come quello alla spalla durante i nostri esercizi di CrossFit. Leggi l'articolo completo.
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