Intervista a Giacomo Spazzini

Oggi ospitiamo Giacomo Spazzini, imprenditore del fitness e preparatore atletico.

Uomo di sport da sempre, Giacomo ha praticato molte discipline sportive a livello agonistico tra cui Sci, nuoto, Thai boxe, CrossFit e Fitness.

Il CrossFit lo ha conquistato fin da subito e cosi all’ eta di soli 24 anni apre il suo primo centro fitness Enjoy Plus con al suo interno il box CrossFit Solferino che poi ha successivamente venduto per motivi imprenditoriali e per dedicare piu tempo alla preparazione dei suoi atleti agonisti.


Redazione : Buon Giorno Giacomo e benvenuto a My Cross Life. Grazie per averci dedicato parte del tuo prezioso tempo.

Insomma dalla presentazione sembri essere un instancabile stacanovista dello sport.

Scherzi a parte la quantità di impegno per riuscire a far coincidere tutti gli impegni deve essere davvero tanta. Ed avere più professionisti come te in Italia è un augurio che ci facciamo in tanti qui in redazione. Prima di parlare della tua attività di Personal Trainer ci piacerebbe conoscere un po’ della tua cronistoria.

Come è quando è cominciata la avventura con il Crossfit ?

Giacomo :  La mia avventura nel CrossFit é iniziata nel 2013 quando provai un corso in una palestra ” Simil CrossFit ” me ne appassionai subito e decisi di interessarmi in modo più dettagliato.

Subito dopo iniziai a formarmi certificandomi a Milano alla CrossGym di Maddaloni e da li iniziò ufficialmente la mia scalata verso le varie vie di formazione ottimali che un po’ tutti ormai conosciamo che spaziano dall’ L1 e i suoi corsi subordinati, alla certificazione RKC con Kettlebell, alla formazione FIPE.
Ma chiaramente la formazione non avrá mai fine.


Redazione : Fare da preparatore atletico e personal trainer penso sia una delle professioni più difficile in assoluto.

Chi si affida ad un professionista ( che sia un atleta o meno ) lo fa per ottenere risultati concreti. Il senso di responsabilità che ne deriva ( se sei un vero professionista ) deve essere veramente un grande impegno emotivo.

Considerando che si ha la responsabilità del successo di un percorso sia esso di puro miglioramento o competitivo, a volte mi chiedo come si riesce a gestire tutta questa pressione.

Certo le soddisfazioni ( quando un percorso si completa in modo positivo oppure continua con esito positivo ) sono tante. Come gestisci le incomprensioni, l’essere riluttante, la mancanza di motivazione dei tuoi clienti/atleti? Quali sono le tue “tecniche motivazionali” e come fai fronte alle più comuni difficoltà che si incontrano nel Coaching?

Giacomo : Le incomprensioni credo si chiariscano grazie alla perfetta fusione tra capacitá di espressione diretta con l’atleta e la la capacità di trovare la chiave giusta per il singolo individuo. Ognuno è giustamente molto diverso, e quando si parla di personalizzazione si intende la perfetta e dettagliata distinzione di ogni persona.

Quindi, in sostanza, non mi sento di affermare di avere una tecnica precisa ma posso solo dire di essere abbastanza severo e far “sentire” molto il dovere di mantenere una grande serietá verso la preparazione.


Redazione : Parliamo di preparazione atletica da competizione.

Ti confesso o sempre diviso i Coach in 2 categorie :

La prima è quella che “ti insegna ad allenarti” facendo comunque egregiamente il suo lavoro per carità.

Insegnandoti i giusti movimenti analizzando le criticità di esecuzione durante gli esercizi con l’intento di donarti gli strumenti diciamo “ fisici” fondamentali per migliorarti e competere. Ma poi si ferma li.

La seconda è quella che “ti insegna a vincere” facendo di te un atleta competitivo e perché no un campione.
Parlo di quei Coach che ti insegnano ll rispetto per il lavoro duro, la resilenza, l’abnegazione. Insomma quelli che ti fanno allenare oltre al corpo anche mente e spirito.
Un splendida affermazione ridondante di chi pratica questo sport è : Convinci la tua mente il tuo corpo la seguirà. Ci piacerebbe sapere la tua idea a riguardo. Come si sviluppa il percorso di preparazione che applichi ad i tuoi atleti?

Giacomo : Mi piace insegnare prima di tutto lo ” Stile di vita ” ovvero imparare a vivere le preparazioni perfettamente all’interno della propria quotidianità. Vivere tutto come un piacere e imparare a gestire gli stress esterni a cui siamo sottoposti tutti i giorni obbligatoriamente.

Dico “siamo” perche anche io sono un atleta e so bene cosa voglia dire fare sacrifici tutti i giorni per mesi. La chiave del successo é la mente, ormai credo che lo sappiano un po tutti, chi non lo sa è solo perchè fa finta di non saperlo.

I miei atleti, quindi, vengono sottoposti a mental training ma indiretto, senza che loro lo percepiscano ” frontalmente” per non indurre stati d’ansia ulteriori, come se ci fosse una sottile motivazione di fondo che gli permetta sempre di mantenere attivo il focus verso i loro obbiettivi.


Redazione : Alimentazione sportiva ed integrazione. I risultati si ottengono a tavola. I sacrifici e le rinunce sono spesso il tallone di achille di tanti atleti promettenti che non riescono ad avere risultati soddisfacenti per la mancanza di “disciplina alimentari”( come non compatirli ).

La tentazione di ricorrere a sotterfugi a volte anche pericolosi e sempre dietro l’angolo. Come riesci ad inculcare nei tuoi assistiti questa filosofia. Come ti approcci alla annosa “questione alimentare” ? Cosa consigli a chi non riesce a seguire i piani alimentare ed integrativi?

Giacomo : Non esiste per me un atleta che non riesca a seguire dei consigli alimentari, se non riesce a farlo non riesco a definirlo atleta, ma parliamo di dilettante.
È inutile tentare di girarci intorno, se vuoi eccellere, devi fare le cose come si deve su tutti i fronti, l’alimentazione é il carburante e un atleta eccellente vede l’ alimento come energia e non come metodo per appagare la propria mente, chiaramente senza fare la vita da reclusi, ma gestendo correttamente in base anche alle proprie caratteristiche fisiche.

C’e chi puo concedersi di piu e chi di meno, torniamo al fatto che non siamo tutti uguali.

Non é facile raggiungere questo “karma” ma i progressi nel professionista dovrebbero essere visibili e veloci se non vuole rischiare di avere rimpianti una volta conclusa ogni gara. Discorso diverso invece per un amatore, che può concedersi, un po più di flessibilitá.


Redazione : Il 2018 promette di essere un anno di grandi novità, partendo dai Regionals, per atterrare nel panorama gare Italiano che a dire di molti sta crescendo per qualità e quantità.

Insomma ci sarà tanto da fare, considerando anche il livello di preparazione che sta migliorando a livello globale ( includendo l’Italia ovviamente ). Molti dei tuoi atleti hanno raggiunto traguardi importanti.

Adesso che siamo soli puoi dircelo : Qual’è il tuo segreto? Esiste una formula magica?

Giacomo : Il segreto del miglioramento per approdare ai Regionals credo che sia di fatto la gestione annuale del pacchetto gare che l’atleta sceglie di fare.
Per me la scelta é sempre stata fondamentale, prima di tutto fissare l’obbiettivo più importante e poi , se la forma é buona, le gare subordinate.
Per esempio, abbiamo sempre visto in Italia atleti gareggiare tutto l’anno, solo ora invece si inizia a cambiare stile di pensiero, dando piu sensibilita al recupero muscolare, articolare e mentale dell’ atleta. I casi di infortuni e over-training parlano chiaro, ce lo insegnano al primo corso elementare fitness che tutto ha un rapporto da mantenere. Si migliora durante il recupero.


Redazione : Progetti per il futuro. Qualche novità in arrivo ? Il Team Spazzini e il suo Coach sono oramai una realtà consolidata. Vogliamo fermarci qua per il momento oppure ne vedremo delle belle?

Giacomo : Consolidato é un termine che non conosco e non voglio averci a che fare, non mi permetterebbe di mantenere la mia intraprendenza che tanto rende impegnate le mie giornate.

Le novita sono sempre in agguato e sto lavorando per presentarle periodicamente, ce ne sono molte in programma ma per ora mi limito solo nel dire che sicuramente andrò qualche mese all’ estero per allargare la mia formazione sportiva, per frequentare una scuola di inglese ( che purtroppo non ho mai avuto la possibilità di imparare come si deve) e fare una nuova esperienza di vita.


Bene Giacomo. Grazie della tua disponibilità ti auguriamo grandi successi professionali per il 2018 e speriamo di incontrarci in qualche gara in giro per l’Italia.