Intervista ad Angelo Marcolin

Oggi My Cross Life con grande emozione ospita Angelo Marcolin Fondatore di AM Competitor Academy e Owner di CrossFit Jesolo, CrossFit San Donà, CrossFit Treviso. Ma soprattuto un amico e un grande professionista.

Voglio sottolinerare che ho conosciuto il CrossFit proprio grazie ad Angelo e mi alleno in uno dei suoi box a Jesolo.


Buon Giorno Angelo e grazie per averci permesso di fare questa intervista. Sappiamo che sei molto impegnato e quindi cominciamo subito con le domande.


Redazione : Chi ti conosce (ed in Italia sono in tanti) sa che da tempo immemore sei in prima linea nella divulgazione e l’insegnamento di questa splendida disciplina.

Sembra quasi pensando a te, che tu sia sulla scena italiana da sempre. Ci racconteresti però come è cominciato tutto, come e perché ti sei avvicinato al CrossFit?

Angelo : Non voglio annoiarti raccontandoti il mio percorso professionale, perché poi sembrerebbe di venderti il mio curriculum. Ti voglio raccontare invece quanto sia determinante l’incontro di alcune persone per disegnare il nostro destino. Io da bambino non ero continuo, non amavo uno sport , amavo mangiare, quello sì, vivevo tra nutella e coca cola.
Mio fratello maggiore Paci (20 anni più di me) era l’emblema dell’atleticità, forse se fosse stato un CrossFitter sarebbe uno dei primi dieci al mondo.

Ma il suo sport era (ed è tuttora) il karate. SI allenava 10 ore al giorno, mentre io mi nascondevo in camera a mangiare o andavo a far bisboccia con gli amici. Paci era (ed è) un riferimento sportivo per tutti, persino per chi praticava altri sport. Questa figura in quegli anni è stata per me molto pesante, in quanto mi faceva quasi timore , non solo per il suo carattere all’epoca molto “forte”, ma per ciò che rappresentava per tutti ed anche per me. Crescendo , frequentando il suo dojo, accettando delusioni, sconfitte, sofferenze, riuscendo ad interpretare i suoi modi, capii che grazie a lui avrei potuto trovare la strada.

A circa 14/15 anni scattò qualcosa in me, feci una scommessa con me stesso, diventò un riferimento da emulare, da li cambiarono molte cose.
Mollai il karate (e mi mangio le mani) mi iscrissi in palestra, un ambiente totalmente diverso da un dojo, ma da quel momento iniziò la mia sfida, distante da tutti, non conoscevo nessuno, solo con me stesso. Dopo qualche anno iniziai a frequentare corsi di formazione , seminari, tutto ciò che potesse farmi crescere , perché capii che quella era la mia strada. Diventai personal trainer , iniziai a specializzarmi nelle varie aree del fitness e da lì tutto il resto (ma come detto prima non vi voglio annoiare col mio curriculum).

Per la mia crescita professionale devo menzionare due persone che in questo ambiente sono state per me fondamentali, maestri, riferimenti: Leo Caminotto (solo grazie a lui aprii la mia prima palestra 12 anni fa) e Luigi Colbax. Grazie a Luigi conobbi il CrossFit, qui la chiave di svolta, da qui l’amore e la passione che già avevo, diventò quasi morboso. Il passo successivo fu aprire il mio primo Box, CrossFit San Donà , dove nacque anche AM Competitor, poi CrossFit Treviso e l’ultimo nato , CrossFit Jesolo.

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Redazione : Viviamo in epoca dove l’immagine riveste a torto o ragione un ruolo di primissima importanza. Spesso pero’ viene travisato il concetto di allenamento mirato al miglioramento della salute fisica. Assistiamo aime’ ogni giorno ad un aumento preouccupante di personal trainer improvvisati. In rete, sui social il fenomeno sembra fuori controllo.

Le conseguenze come sappiamo possono essere anche molto gravi. Il processo di studio e valutazione dello stato di salute di un cliente che ci chiede aiuto e’ complesso e deve essere eseguito con strumenti specifici.

Qual’ e’ il percorso che seguite in accademia e quali sono gli strumenti di cui vi servite per la valutazione dello stato di salute dell’assistito ?

Angelo : il fenomeno degli improvvisati è sempre più comune, non solo in questo settore. Io però non c’ho mai fatto caso, perché il sapere, la conoscenza, l’esperienza, non si ottengono con un corso e tantomeno cercando a tutti i costi visibilità. Guardare e criticare gli altri è una perdita di tempo, quando concentrarsi in ciò che si fa è il vero segreto. La gente non è sciocca, ci sono personaggi che fanno show, poi alla fine vendono fumo, sono cose che durano poco e l’atleta prima o dopo se ne accorge.

Per farlo deve sbatterci il naso e provare nuove strade. Prendere con sé un atleta, non è come comprare la macchina nuova, ma è una responsabilità enorme che bisogna valutare in ogni dettaglio. C’è chi si accontenta di una programmazione online e ci crede come fosse Cristo in terra , solo perché gli costa come una cena da Cracco.

C’è chi segue il programma che usano i migliori competitors americani , perché se lo fanno loro vuol dire che funziona!

La realtà è un’altra. La realtà è che ognuno di noi si differenzia dagli altri per qualcosa. Tornando all’esempio dell’auto: ci sono varie cilindrate, combustibili diversi, telaio diverso, non posso far correre una Lada Niva al Nurburing con una Lamborghini Aventador usando la stessa benzina , freni e gomme.
E’ fondamentale la conoscenza di ciò che siamo per costruire il meglio di noi stessi e sviluppare al 100% il nostro potenziale.

In primis , quando un atleta vuole seguire il programma AM Competitor, lo analizziamo. Eseguiamo un’ANAMNESI dettagliata , eseguiamo un’impendenziometria, test PMA, test BPA (se necessita), lavoriamo prima sulla struttura, poi sulla performance, analizziamo la sua nutrizione , se adeguata o meno, ma la cosa determinante è il mental management.

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Redazione : Anatomia di un preparatore atletico. Oppure per usare un sinonimo anglofono che va tanto di moda di un personal trainer.

Un buon allenamento è alla base di una corretta preparazione atletica, ma non si tratta solo di ricercare la forma psico-fisica ideale, quanto di abbinare ad essa anche la giusta alimentazione e l’applicazione precisa delle tecniche di esecuzione degli esercizi.

Insomma non si puo’ seguire un atleta solo a meta’ oppure affidare a terzi il restante delle fasi di preparazione come l’alimentazione ad esempio. Oppure ancora peggio, fare le veci di professionisti preposti a tali ruoli. Si rischia di frammentare inutilmente e offrire un servizio non all’altezza.

Il percorso di preparazione e’ molto piu’ complesso di quello che si creda e dovrebbe essere buona pratica disporre all’interno del proprio staff di professionisti abilitati alla pratica come ad esempio medici nutrizionisti.

Come ci si orienta in questa giungla ?

Quali sono i segnali a cui dobbiamo prestare attenzione nella scelta di un preparatore di qualità’?

Angelo : Hai colto nel segno. Mi domandi una cosa che pochissimi prendono in considerazione, mentre dovrebbe essere alla base di ogni preparazione.
Quando facevo Karate da mio fratello, osservavo tutti e da tutti provavo a cogliere qualcosa. Da chi eseguiva kata eccellenti, chi era un martello nel kumite, ognuno aveva qualcosa da insegnare.
Nel triathlon , gli atleti con la A maiuscola, non hanno un preparatore che gli fa fare il giro in bici, la corretta e le bracciate in acqua. Ogni atleta che prepara le gare nell’arco dell’anno, si affida a preparatori specifici che possano aiutarti nel migliorare al massimo ogni singola disciplina.
Quando fondai AM Competitor, per un anno lavorai da solo (dissi: lo fanno gli altri, perché non posso farlo io), dopo circa un anno e mezzo capii che mancava qualcosa.
Allora iniziai a pensare con la testa dell’atleta, non più del preparatore. Così feci una ricerca di persone, amici, colleghi, campioni di varie discipline, che volessero abbracciare il mio progetto.
Grazie al mio amico fraterno e braccio destro dell’Accademia, Marco Vignale, siamo riusciti a completare un team unico. Da Igor Cassina per la ginnastica , Clemente Mannella per il WEIGHTLIFTING , Riccardo Rollo campione indiscusso di PowerLifting, Mike Maric (allenatore di Federica Pellegrini) per l’uso della respirazione durante i wod, Paci Gallo (mio fratello) 7 dan di karate, capitano nazionale e figura storica delle arti marziali che insegna ciò che serve per sviluppare reattività e agilità , Massimo Bonora , Team leader STRONGFIST, per l’uso delle kettlebells. Oltre a questi il Dottor Massimo Spattini ed uno staff specializzato in Nutrizione ed integrazione.


Redazione : Come si costruisce un campione. Pensare di creare come in un laboratorio l’atleta perfetto è uno stereotipo che lasciamo ad i film come rocky 4 dove Ivan Drago, impersonificava l’atleta di nuova generazione. Senza anima programmato per vincere con una determinazione senza pari.

Sappiamo purtroppo che la realtà è un’altra. Nel panorama delle competizioni i grandi atleti per eccellere, devono essere dotati prima di tutto di etica professionale,
abnegazione, costanza. Qualità che spesso mancano, vuoi per la giovane età piuttosto che per profilo caratteriale.
Seguire un giovane atleta anche sotto il profilo psicologico è una delle fasi più importanti e delicate. Spesso però questa componente viene tralasciata, creando non pochi danni.

A coloro che sono in procinto di affidarsi ad un preparatore atletico cosa consigli di chiedere prima di affidarsi nelle loro mani ?

Angelo : Per costruire un programma di allenamento corretto, la sola età anagrafica non è un indicatore significativo per definire la maturità di un atleta. Lo sviluppo organico non avviene in modo lineare, ma si differenzia anche qui da persona a persona.
La fase di crescita anche dopo i 20 anni, è infatti caratterizzata da continue modificazioni , non solo fisiche, ma anche emotive, psichiche e cognitive.

Queste possono influenzare la performance del giovane, in modo positivo o negativo, per questo è fondamentale lavorare in modo accurato. Non si nasce campioni, si diventa. Possiamo avere un potenziale enorme ma possiamo bruciarci con poche mosse sbagliate.

Per poter individuare l’età biologica dell’atleta si può far riferimento alla PHV, PEAK HIGHT VELOCITY spesso associato al PWV, PEAK WEIGHT VELOCITY. 
La PHV permette di evidenziare l’età biologica dell’atleta in modo non invasivo definendo i periodi sensibili e quelli critici.

Individuare queste fasi è fondamentale per ottimizzare la risposta agli stimoli allenanti, soprattutto nella giovane età.
Il successo di un atleta deriva da una programmazione a lungo termine e non dai successi a breve termine.
Non è necessario enfatizzare precocemente l’aspetto competitivo, anzi, potrebbe essere l’arma che ci uccide.

E’ fondamentale trasmettergli la motivazione e la valorizzazione dello sport che pratica. Non deve pensar subito a diventare un campione, ma deve intanto capire qual è lo stile di vita migliore per diventare un CrossFitter migliore.

E’ evidente quindi quanto sia facile bruciare un giovane atleta, cercando a tutti i costi la sua performance a breve termine. Il segreto per creare un campione è costruirgli un progetto a lungo termine, da parte sua non dovranno però mancare queste caratteristiche fondamentali: SERENITA’ (sarà compito nostro trasmettergliela)
 MALLEABILITA’ (deve saper accettare qualsiasi tipo di modifica anche improvvisa nel suo programma)
 OTTIMISMO (è il perno della sua crescita) 
FIDUCIA ( deve credere in noi e credere in ciò che fa)
CONTINUITA’ (cosa che per un giovane non sempre è semplice) 
AUTOSTIMA ( la chiave per mettere in moto tutto)


Redazione: Bene Angelo Grazie per la tua disponibilità. Un grosso imbocca al lupo per tutto.

Angelo : Grazie a voi ed a presto !


Per ogni informazione vi invitiamo a visitare il sito web ufficiale di AM Competitor Academy amcompetitoracademy.com dove poter trovare anche le date dei prossimi workshop in programmazione e conoscere meglio lo staff di professionisti che fanno parte di AM Competitor.


IGOR CASSINA COACH AM COMPETITOR
CLEMENTE MENNELLA COACH AM COMPETITOR
Sommario Articolo :
Intervista ad Angelo Marcolin AM Competitor Academy
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Intervista ad Angelo Marcolin AM Competitor Academy
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Intervista ad Angelo Marcolin AM Competitor Academy. Oggi My Cross Life intervista Angelo Marcolin Owner di CrossFit Jesolo CrossFit San Donà CrossFit Treviso e Founder di AM Competitor Academy.
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My Cross Life
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