Analisi del First Event che ha cancellato i sogni di meta campioni nazionali

L’evento n 1 dei CrossFit Games 2019 per gli individual, ha praticamente distrutto i sogni di metà dei partecipanti. Attenzione, però non parliamo di atleti di secondo livello ma di campioni che hanno vinto nella loro nazione gli open di CrossFit, atleti abituati a primeggiare ed a confrontarsi con sfide di un certo livello. Come ci si spiega allora che tantissimi di questi campioni non sono neanche riusciti a chiudere il wod ?

Per cercare di capire cosa è successo abbiamo chiesto a 3 preparatori atletici per competitors di darci una loro analisi sul wod e sui meccanismi.

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Angelo Marcolin di AM Competitor Academy.

Un primo evento davvero di ottimo livello. Possiamo dire che fortunamamente siamo ritornati alle origini. Scongiurate le voci di percorsi OCR e altre bizzarie, Castro e soci sono rinsaviti ed hanno presentato un WOD sicuramente molto interessante, soprattutto perché racchiude in sè i tre punti cardine del CrossFit, ovvero il monostrutturale, la ginnastica ed il weightlifting.

Una combinazione micidiale quella tra legless rope climb e squat snatch che combinata, con il sole cocente di Madison, ha messo a dura prova gli atleti.

Le condizioni climatiche sono state un fattore molto importante che sicuramente ha ridimensionato considerevolmente gli atleti, non è stato un WOD con movimenti particolari, ma un classico WOD del giorno, con movimenti di CrossFit vero e proprio che poi combinati mettevano alla prova proprio le stesse parti del corpo che dovevano essere usate per performare l’esercizio successivo. Insomma un girone infernale che ha praticamento devastato i più.

Lo strapotere di Fraser è sicuramente dovuto all’esperienza pregessa come weightlifter, grande padronanza del peso, ma soprattutto grazie all’enorme resistenza allo stress muscolare in accumulo e ridondante. Esperienza, gestione del pacing hanno permesso a lui come a Ben Smith ed altri di chiudere il wod nel time cap e dare spettacolo.

Andrea Barbotti di OnAir Program

La prima analisi da fare è dal punto di vista psicologico, parliamoci chiaro sei ai CrossFit Games, per quanto differente da quello dell’anno scorso, è pur sempre il mondiale di CrossFit e trovarsi a tu per tu con gente che ha fatto tre, quattro, cinque mondiali può mettere ansia se non si è già psicologicamente solidi, finendo cosi per avere un effetto negativo sulla prestazione. Per chi invece ha già fatto i Games ed è quindi pronto ad affrontare una pressione psicologica più elevata, gareggia più serenamente.

La seconda analisi è sul viaggio o meglio sulla distanza da percorrere per arrivare a Madison, dovendo gli atleti asiatici ed europei affrontare un viaggio importante, nonché la fase successiva di ambientamento, rischiano di trovarsi in campo gara con un deficit di energie se non ci si è riusciti ad adattare ai ritmi del ciclo circadiano.

Ovviamente, non può mancare l’analisi sul WOD.

La prima cosa che mi viene da dire è che le rope erano altre circa sei metri se non sbaglio e fare un esercizio legless del genere ha un alto assorbimento da parte dell’upper-body, cosa che si riflette anche sulla forza della presa per il movimento successivo e diventa difficile essere saldo sulla presa ed avere focus nella linea del bilanciere da seguire in fase di pull.

Guardando il wod mi sono accorto che anche un campione d’elite come Vellner ha sbagliato un paio di Snatches. Non è sicuramente la prima volta che i games propongono un accoppiamento rope climbing-snatch, ma rimane sempre una scelta pensata ed intelligente. Mantenere poi un pace elevato sulla corsa dopo le rope è difficile , come chiunque abbia provato un WOD corsa-squat snatches sa, lo snatch diventa come detto per inerzia molto più complicato.

Considerando ora argomenti più tecnici, è stato un WOD con preponderanza sull’aerobico con espressione strength e power endurance molto equilibrato che mi è piaciuto molto, risultato alla fine molto testante.

Esercizi di weightlifting, sotto fatica, richiedono destrezza con un peso che comunque rappresenta il massimale del 60-80% degli atleti. Un esercizio di strenght endurance come il rope climb legless e un monostrutturale di corsa basica hanno reso questo wod micidiale e molto bello da guardare

Alain Riccaldi di Team Riccaldi

Facendo un’analisi della Work Capacity richiesta agli atleti in questo WOD abbiamo 3 movimenti appartenenti a 3 domini/macroaree differenti.

  • Corsa – Endurance
  • Legless Rope Climb – Gymnastic
  • Squat Snatch – Weghtlifting

Sulla base poi delle distanze da percorrere, reps da effettuare e carichi in gioco possiamo determinare quali siano le abilità fisiche chiamate in causa;

Aerobic Power nei 400 m Run, Strength Endurance nella Legless Rope Climb e Maximal Power/Submaximal Power Endurance negli Squat Snatch a 84Kg il tutto all’interno di una finestra temporale aerobica (20 min timecap).

A livello di fattori limitanti la performance, possiamo avere una bassa Maximal Power (per esempio poco più di 100Kg di 1RM Snatch) fattore limitante individuale quindi per alcuni atleti non di elite, e la forza resistente di braccia e presa come fattore limitante generale per tutti specialmente per le donne.

Fondamentalmente quindi questo WOD non ha fatto altro che evidenziare chi davvero è completo a 360°. Dal punto di vista energetico aerobico, dal punto di vista della resistenza muscolare e dal punto di vista della Pesistica (in questo caso sia in termini di possedere alti carichi, sia soprattutto in termini di capacità tecnica ed ergonomia di movimento nel muoversi con carichi sub massimali in condizioni di affaticamento).


Il ritorno alle origini di CrossFit anche nei Games fa ben sperare. Grazie ai nostri ospiti per averci offerto un’analisi sempre professionale ed interessante di questo splendido WOD