Judges Life – l’altra faccia delle gare di crossfit

Vi siete mai chiesti a quanti sbattimenti è sottoposto un judge per poter partecipare ad una qualsiasi competizione, indipendentemente alla sua durata? Onestamente prima di entrare in questo mondo non me lo ero mai domandato nemmeno io, ero troppo preso ad osservare i vari atleti all’opera, la loro attitudine nell’affrontare ogni singolo wod come se fosse l’unico della giornata.

A tutto c’è rimedio, ecco perché ora vi racconterò come si articola uno dei miei innumerevoli weekend in giro per l’Italia e prossimamente, forse, anche per l’Europa.
Avete capito proprio bene “innumerevoli” perché questo sport, dato per spacciato ancora prima di approdare in Italia e considerato da moltissimi solo come una moda passeggera, offre ogni anno la possibilità a chiunque di mettersi in gioco sfornando gare su gare perché, tra le altre cose, le stesse sono diventate una buona opportunità di business per i loro organizzatori.

La sveglia inizia a suonare, con occhi semi chiusi inizio a sbracciarmi cercando di spegnerla ma senza successo, l’unica soluzione possibile è quella di alzarsi dal letto. Missione compiuta!!! Dopo qualche minuto capisco che mi trovo sul pianeta terra, uno sguardo al calendario e realizzo che è già venerdì: non un giorno qualsiasi della settimana ma bensì il momento di preparare il trolley per partire da lì a poche ore …. ma per dove? Qualche bella località di villeggiatura servito e riverito all’insegna del totale relax?

Per moltissimi il venerdì segna la fine di una settimana lavorativa e, al tempo stesso, l’inizio di una due giorni di riposo, gite fuori porta, aperitivi e cene con la propria dolce metà, amici o famiglia ma per altrettanti (atleti, judges, volontari etc,) la partenza per un weekend tanto frenetico quanto emozionante da togliere sia il fiato che le energie.

Bando alle ciance, infilati i vestiti in borsa ma sopratutto tanto cibo per non rischiare di morire di fame, salgo in macchina pronto a macinare kilometri su kilometri alla volta di una nuova città che, aimè, non avrò mai tempo di visitare perché dalla sera prima della competizione sino al suo termine non esistono momenti liberi, giusto il tempo di pranzare e cenare.

Briefing pre-gara

Le lancette dell’orologio corrono veloci ed in un attimo arrivano le 19.00, consueto orario in cui tutti i judges si ritrovano presso il campo gara per iniziare il briefing pre-gara, pronto a conoscere i miei nuovi compagni di avventura, felice di ritrovarne altrettanti già incontrati in altre competizioni ed, infine, curioso di sentire cosa ci dirà colui che sarà il riferimento per chiunque nei giorni seguenti: l’head judge.

Questa è una delle fasi più delicate in cui qualsiasi hj, prima di tutto, è solito ricordare ai giudici una regola non scritta estremamente importante e da tenere sempre a mente “il protagonista è l’atleta e non il giudice!”. Sembra una cosa ovvia ma per esperienza personale non lo è affatto perché c’è sempre chi valica, per innumerevoli motivi spesso inspiegabili al genere umano, i limiti del suo ruolo.

Fissato questo concetto, si passa all’analisi dei wod già resi pubblici agli atleti analizzandone flow, gesti e standard richiesti, lasciando largo spazio a qualsiasi domanda al fine di eliminare qualsivoglia dubbio e perplessità, anche se il più stupido e all’apparenza più insignificante, dalla mente di coloro che dovranno giudicare da lì a poche ore una miriade di competitors.

L’attenzione richiesta dall’head judge da questa fase in poi sarà massima, anche perché sarà lui che si dovrà smazzare tutte le eventuali problematiche che si dovessero verificare.
Il tempo scorre, la pancia inizia a brontolare per la fame e penso a cosa mangeremo di buono, peccato che non sia ancora arrivato il momento perché ora inizia il briefing atleti a cui ovviamente anche i judges devono partecipare stando in rigoso silenzio. Occasione per certi versi utile per ripassare ancora una volta tutti gli esercizi ed ascoltare le domande, a volte bizzarre e imbarazzanti, fatte da atleti e dai loro coaches.

Finalmente anche questa fase si è conclusa e ci si può concentrare sulla cena!!

Il giorno della gara

Ore 6:00 poche ore di sonno alle spalle, una colazione veloce e ti ritrovi alle 7 (se sei fortunato alle 7.30) in campo gara per il primo briefing della giornata, un veloce ripasso in attesa che i ragazzi della prima heat si scaldino nell’area warm up, seguito dall’ultimo velocissimo caffè prima della pausa pranzo.
La tensione sale un po’ per tutti, l’orario di inizio si avvicina, tutti schierati nella propria postazione in attesa dell’entrata in campo gara degli atleti.

DIVENTARE GIUDICE CROSSFIT

“Ciao piacere Filippo, tutto bene? Sarò il tuo giudice per questo wod. Tutto chiaro?” Tre-due-uno, il crono parte, il volume della musica aumenta vertiginosamente e tu sei li concentrato come non mai, estremamente attento ad osservare le prime rep perché proprio in quel momento gli atleti più sgamati ti testeranno. Sì proprio così avete capito bene, quegli adorabili ragazzi ti metteranno alla prova per vedere quanto sei bravo ed attento, per capire se e quando potranno fregarti per limare qualche movimento preservando le energie, i muscoli, il fiato e risparmiare magari qualche secondo.

Visto che non sono proprio di primo pelo, parto con il primo e ultimo avvertimento, nella mia testa sono curioso di vedere se l’atleta tenterà di continuare col test…., ebbene sì il ragazzo è temerario…NO REP!! Sappiamo entrambi che il giochetto è finito e magicamente i movimenti diventano puliti, rep dopo rep, perché lui è ben conscio che deve essere il più rapido possibile evitando di prendere no rep stupide ed inutili….mano alzata a segnalare le ultime 5 rep….tempo.

Il primo giro è andato, rotta la tensione adesso tutto è solo in discesa. Le heat si susseguono una via l’altra, lo stesso vale per i wod, il tutto intervallato solamente da brevi briefing per limare eventuali sbavature, ricaricare il morale di tutti e rialzare l’attenzione di qualcuno di noi.
Finalmente il tanto desiderato turno di riposo è arrivato, non pensate però a chissà quale fantasmagorica pausa, giusto il tempo di correre in bagno e poi a sgranocchiare qualcosa per alleviare i rumori molesti dello stomaco, confidando speranzoso in un’altra pausa prima del pranzo.

Pausa Pranzo

Le ore passano più o meno veloci, sono le 13, la fame è alle stelle ma la macchina non si può interrompere per cui, mentre alcuni stanno giudicando, gli altri sono invitati a consumare celermente il pranzo offerto dall’organizzazione per poi poter dare il cambio ai compagni.

Chissà cosa si mangia di buono? Solitamente i pasti sono composti da riso, pollo ed a volte verdure, insomma non ci si abbuffa affatto anzi il più delle volte si riesce solo a tappare un buchino dello stomaco, in fin dei conti siamo tutti dei crossfitter e si sa che abbiamo sempre fame!!!!!!
La stanchezza inizia a farsi sentire, il caffè diventa non solo un piacere ma bensì un’esigenza per risvegliare corpo e mente, il breve tragitto verso il bar l’occasione per distrarsi un pochino curiosando tra i vari stand che vendono abbigliamento, integratori e cose simili.

Assorto nei miei pensieri per estraniarmi un secondo dal resto del mondo, sento pronunciare il mio nome, sono degli atleti che spesso gareggiano che mi salutano e ci fermiamo a fare due chiacchere, anche questo è crossfit, forse una delle sfaccettature più belle…lo spirito di community.

Il taglio

Arriva il fatidico momento del taglio, la riduzione del numero di atleti e di conseguenza delle heat. Siamo ufficialmente arrivati nella fase più “calda”, quella in cui i più forti iniziano a fare sul serio perché è vero che tutti vogliono salire sul podio ma loro ancora di più!!
I wod di questa fase sono sconosciuti a tutti per cui si parte col briefing judges, seguito da quelli atleti, per svelare cosa ci aspetterà dapprima nella fase semifinale e, successivamente, in quella finale.

Il taglio atleti coincide anche con il taglio dei giudici perché si apre una fase delicatissima, che non ammette errori in quanto ora, più che in altri momenti, tutti gli occhi sono puntati sul campo gare e su tutti coloro che lo occupano. All’head judge compete, a questo punto, l’arduo compito di fare una cinica selezione che si basa sia sull’esperienza personale di ogni singolo giudice ma anche sulla sua prestazione sino a quel momento perché, si sa, le giornate no possono accadere proprio a chiunque.
Sentir pronunciare il proprio nome riempie sempre di orgoglio ma anche di tanta responsabilità, sai che non potrai perdere la concentrazione nemmeno per un secondo, che dovrai valutare attentamente in una frazione di secondo se quella rep è o meno valida perché non esistono mai vie di mezzo…nel settore si dice “o è incinta o non è incinta”.

Chi sono i judges

In alcuni sport, come nel calcio, si è solito pensare che chi non compete sia una persona a cui sarebbe piaciuto farlo ma senza riuscirci, insomma, un/a ragazzo/a non dotato di particolari abilità atletiche ma che, per via della sua grandissima passione, ha deciso di vivere quella disciplina da un punto di vista differente.
Vi svelo una cosa che non molti sanno: tutti i judges sono prima di tutto crossfitter che si allenano costantemente (3/5 volte alla settimana), alcuni seguono programmi di allenamento studiati ad hoc, altri ancora sono veri e propri competitors che hanno partecipato e partecipano tutt’ora a molte gare di alto livello.

Ritengo personalmente che alla base di un buon judging ci siano essenzialmente 4 fattori:

  1. praticare costantemente questo sport;
  2. studiare con precisione tutti gli standard, prestando particolare attenzione all’eventuale loro modifica nel corso del tempo;
  3. partecipare a più competizioni possibili sia per mettere in pratica le nozioni apprese sia per osservare coloro che hanno molta più esperienza di noi, affinando sempre più la propria sensibilità di giudizio;
  4. lavorare con head judge di primo livello in grado di trasmetterti il loro sapere, frutto di anni di esperienza e di errori in cui sono già incorsi in passato prima di te.

Considerazioni personali

Cosa ci si aspetta dai judges in generale ed in particolare in Italia? Le loro capacità e la loro professionalità che peso possono avere per la buona riuscita di una competizione?
Ritengo che queste domande siano alla base di una riflessione tanto semplice quanto ostica ovvero se il judging sia da considerarsi come una semplice passione o se forse come un vero e proprio lavoro dato il binomio impegno e responsabilità richiesti.
Allo stato attuale l’unico requisito richiesto da Crossfit per poter giudicare è sostenere il judges course all’irrisorio costo di $10, un corso on line facilmente superabile da chiunque che vi consentirà di convalidare addirittura i wod di qualifica degli open di qualsivoglia atleta sulla faccia della terra.
Il panorama italiano è variegato da differenti realtà contrastanti, infatti se in alcuni casi gli organizzatori non richiedono alcun requisito, in altri almeno il superamento del judges course, in altri ancora l’aver conseguito il Level 1.

Un detto popolare recita “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca” ed infatti di fronte ad una qualsivoglia passione, più o meno grande che sia, ognuno di noi deve necessariamente fare i conti con la propria realtà composta da rapporti interpersonali (amici, famiglia, moglie/marito, fidanzata/o), far quadrare i conti a fine mese (i costi delle trasferte sono a carico dei singoli giudici) nonché la necessità di ricaricare le batterie dopo una settimana lavorativa.

Personalmente ritengo che il judging dovrebbe essere in qualche modo regolamentato poiché, che se ne voglia dire, fatto ad un certo livello presenta tutte le caratteristiche di un vero e proprio lavoro e la qualità, come è generalmente noto, si paga. Gli organizzatori, pertanto, dovrebbero prevedere un rimborso spese/compenso di tutto rispetto per l’attività svolta dai giudici (considerato anche che la maggior parte delle gare richiedono un impegno che va dal venerdì alla domenica compresa). Sarebbe, inoltre, molto utile la formazione di una sorta di “archivio” contenente una scheda dettagliata per ogni judge, comprensiva di un elenco completo ed aggiornato delle gare sostenute (con convalida degli organizzatori) oltre ad una sezione “votazioni” rilasciate da parte dell’head judge di riferimento per la prestazione svolta.

La creazione di una cosiddetta graduatoria costituirebbe un valido strumento per qualsiasi organizzatore al fine di selezionare giudici aventi maggiore esperienza e, al contempo, qualcuno con poche o addirittura nessuna esperienza pregressa pur non compromettendo in alcun modo il livello generale di judging.
Queste sono alcune delle riflessioni che personalmente ho fatto in materia, tu cosa ne pensi???

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Judges Life - l’altra faccia delle gare di crossfit
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Judges Life - l’altra faccia delle gare di crossfit
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Judges Life - l’altra faccia delle gare di crossfit. Come diventare giudice in un a gara di crossfit. Il nostro filippo comparini ce lo spiega in questo slendido articolo. Leggilo insieme a noi !
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Filippo Comparini

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