AFFI Liate. Un gioco di parole divertente per conoscerci meglio


Disclaimer :

Le opinioni riportate in questo articolo, non rappresentano nessun affiliato, l’azienda CrossFit.inc o altri. Ma il mio personale pensierio. Diritto sancito dalla costituzione italiana.

Mi sono riproposto di scrivere questo articolo senza alcun pregiudizio in totale serenità di spirito critico. La predominante passione scaturita dal senso di appartenenza ad un movimento oppure ad un idea anche se dovrebbe essere considerato un grande valore da proteggere, non dovrebbe mai interferire nell’atto di analizzare una determinata situazione.

Sono un CrossFitter, voglio che sia chiaro da subito, il mio modo di essere, di pensare, di agire è frutto di un percorso che ha visto il CrossFit protagonista, una delle lezioni più importanti imparate durante gli anni è il sentimento di inclusione e di condivisione che deve essere anteposto a tutto.

Giudicare a priori qualcosa che non si conosce non è mai una buona idea. Quindi forte di questo principio, cercherò secondo le mie capacità di analizzare e fare chiarezza su determinate questioni che ritengo degne di essere approfondite.

Ho deciso di analizzare in totale spirito collaborativo, gli eventi trascorsi in questi giorni. Ci saranno diversi articoli di approfondimento, oggi ho deciso di analizzare la neonata associazione AFFI ed il suo speriamo fortunato lancio.

Sono un uomo di marketing, faccio questo di mestiere, al netto della componente emozionale cercherò di offrire una chiave di lettura “apartitica” a riguardo. Lo faccio esclusivamente per cercare di dare una prospettiva più ampia possibile, con un taglio puramente analitico.

Premessa :

Per prima cosa è indispensabile fare una precisazione importante riguardo alle differenze sostanziali tra Functional Fitness attualmente sport? non sport? metodo di allenamento? non riconosciuto da alcuna federazione mondiale come tale, ed il CrossFit® metodo di allenamento brevettato non riconosciuto come disciplina sportiva.(particolare molto importante).

Definizione del CrossFit® :

Il CrossFit non è uno sport, ma un metodo di allenamento brevettato da Greg Glassman, il suo fondatore non ha mai avuto nei suoi piani il riconoscimento del suo metodo di allenamento come disciplina sportiva, per l’unico motivo logico esistente, Il metodo di allenamento chiamato “CrossFit®” è un prodotto brevettato e di proprietà di un azienda.

Il modello di business di tale azienda è configurabile a grandi linee in base ad un contratto di affiliazione e sfruttamento del marchio che prevede come contropartita il pagamento di una fee annuale da parte della controparte chiamata affiliato.

Vantaggi di diventare un affiliato CrossFit

Diventare “rivenditore” del prodotto CrossFit® ha alcuni vantaggi derivati principalmente da alcuni aspetti. (lo so che “prodotto” per noi CrossFitters è un colpo al cuore ma seguitemi nel discorso per favore).

Aspetto legale

La principale componente che ha reso il CrossFit® quello che è oggi e che permette agli affiliati di dormire sonni tranquilli è la capacità di tutelare i propri interessi.

Essendo un metodo di allenamento brevettato e registrato il “CrossFit®” è salvaguardato da politiche di protezione del marchio molto stringenti ed efficaci. Grazie a tali politiche di contrasto, il marchio CrossFit® è cresciuto in modo esponenziale con un identità ben precisa e chiara.

I moltissimi tentativi di uso improprio del marchio sono sempre stati perseguiti strenuamente, permettendo ad i suoi utilizzatori (affiliati) di godere di una salvaguardia davvero impressionante.

Posizionamento di mercato

Il marchio CrossFit® negli anni, grazie ad un’accurata strategia di posizionamento ha saputo ritagliarsi una vera e propria leadership con una crescita esponenziale, ed è stato per anni il business che è cresciuto più rapidamente. La creazione di strumenti quali l’Official CrossFit Affiliate Map, oppure la CrossFit Trainer Directory,  hanno permesso di creare dei chiari riferimenti per l’utente che desiderasse iscriversi ad un box di CrossFit®.

Rendendo cosi chiaro da subito, il valore esclusivo del prodotto acquistato offrendo inoltre un servizio che riconosca ai propri trainer ed ai propri partner affiliati il giusto valore.

Potremmo paragonare commercialmente parlando il CrossFit® alla CocaCola, con un coefficiente di penetrazione pari solo ai grandi players mondiali della grande industria.

Componente emotiva

Forse il più importante dei motivi per cui il CrossFit® ad oggi possiede la sua posizione dominante nel mercato del fitness. Ciò che forse non si aspettava lo stesso fondatore Greg Glassman. L’enorme impatto dalla comunità mondiale che si è venuta a creare grazie a questo metodo di allenamento brevettato. Che ha fatto si che nascesse e si riproducesse in modo esponenziale fino a diventare un vero e proprio stile di vita.

Permettendo a centinaia di migliaia di persone di cambiare il proprio stile di vita in modo profondo, non solo sul piano fisico ma anche su quello caratteriale, decretando cosi un successo mai visto prima in nessuna disciplina sportiva. Nonostante il CrossFit® sia un metodo di allenamento brevettato.

Componente agonistica inclusiva

La creazione di un vero e proprio campionato mondiale di CrossFit®, ha contribuito in modo incisivo alla crescita del marchio e di conseguenza ha giovato alla visibilità dei suoi affiliati. I CrossFit Games, con l’avvento degli Open hanno raggiunto l’obbiettivo di diventare l’evento on line con più partecipanti al mondo, grazie alla possibilità di partecipare estesa virtualmente a chiunque lo desiderasse ha cementato di fatti il successo del marchio.

Ogni anno migliaia di atleti di ogni età e stato di fitness, partecipano alla più grande celebrazione sportiva del mondo cementando cosi il proprio senso di appartenenza al movimento.

Grazie e scusate per il lungo preambolo

Sono convinto che sia importante in un articolo di analisi, dare spazio alla prefazione per poter poi nel caso procedere ad una comparazione. Passiamo ora al FF.

Il Functional Fitness

La definizione di Functional Fitness è diciamo quanto meno astratta nella sua eccezione. Potremmo affermare che la sua origine sia una evoluzione della pratica dell’allenamento funzionale, nata nella notte dei tempi, che era un tempo ad esclusivo appannaggio dei soli fisioterapisti. Che molto intelligentemente la prescrivevano come cura per disturbi post infortunio, riabilitazione, problemi di postura.

Negli anni ha poi beneficiato di diverse codifiche che lo hanno trasformato in un metodo di allenamento main stream molto utilizzato con sorprendenti risultati.

Al pari ti tutti gli altri sport di sala, sia chiaro.

Potremmo azzardare l’affermazione che il CrossFit si differenzia dal Functional Fitness per la mancanza di standard e codifiche stabilite ma soprattutto per la mancanza di miglia di trainers ed atleti che negli anni hanno saputo perfezionare standards e movimenti usufruendo della principale caratteristica rivoluzionaria del CrossFit : essere un metodo di allenamento open source.

Non per questo però il Functional Fitness è da considerare un metodo di allenamento mediocre, anzi. Centinaia di migliaia di centri fitness nel mondo applicano i principi della ginnastica funzionale in modo egregio con risultati di altissimo livello e questo è da considerarsi come una vera e propria manna dal celo.

Ed ecco a voi

AFFI

Cerchiamo di sapere qualcosa in più di questa neonata associazione che ha tra gli scopi la promozione del Fitness Funzionale in Italia.

Vi starete chiedendo a questo punto : ma cosa c’entra un associazione che promuove il functional fitness con il CrossFit®? Bè sarò sincero me lo sono chiesto anche io ed ho deciso di andare più a fondo.

Vediamo dunque se possiamo trovare qualche assonanza in merito.

Partiamo dall’inizio :

Le informazioni a riguardo a tale associazione sono poche. Purtroppo non esiste ancora un sito web italiano di riferimento dove poter consultare board, organigramma, scopi, ed altro. Ma poco importa, fortunatamente sono riuscito a reperire sulla pagina Facebook della associazione la presentazione ed ho estrapolato gli scopi.

Eccoli di seguito :

1) Far riconoscere dal CONI il Fitness Funzionale come disciplina sportiva in Italia, rimuovendo definitivamente i rischi connessi ad un eventuale illegittimo inquadramento delle associazioni che lo praticano nel Registro CONI, con le derivanti conseguenze sanzionatorie da parte dell’Agenzia delle entrate.

2) Farsi riconoscere dal CONI come Disciplina associata e poi come Federazione.

3) Riconoscere ed applicare i principi regolamentari della IF3 – International Functional Fitness Federation.

4) Promuovere ed applicare le normative CONI e WADA.

5) Creare e promuovere un set di competizioni riconosciute a livello nazionale ed internazionale.

6) Identificare i partecipanti ai campionati mondiali e continentali riconosciuti dal IF3.

7) Supportare gli associati con condivisione di best practices, consulenza legale, fiscale, assicurativa e convenzioni dedicate.

Molto bene, chiari e coincisi. Analizziamo insieme alcuni aspetti di questi scopi.

Se volessi chiudere l’articolo qui, mi basterebbe dire che i Box di CrossFit® non fanno Functional Fitness, ma andiamo avanti.

1 e 2)  Posso affermare senza ombra di dubbio che il primo scopo di questa associazione è da considerare encomiabile. Far riconoscere il Fitness Funzionale come disciplina sportiva.

Encomiabile perchè il percorso per far si che un metodo di allenamento venga riconosciuto a livello sportivo federale nazionale è quantomeno arduo per usare un eufemismo. Tralasciando l’aspetto economico (enorme) e burocratico, parliamo tra le altre cose di tempi minimi di attesa che possono variare dai 3 ai 5 anni.

Tempi che si allungano se non si raggiungono determinati requisiti come il numero minimo di associati che sono fondamentali, ed attualmente sembra che tale associazione fondata pochi mesi fa ne abbia davvero un numero esiguo.

Di seguito l’articolo 21 (pagina 35) dello statuto del CONI dove sono evidenziati i requisiti per il riconoscimento delle Federazioni Sportive Nazionali.

Se avete voglia di farvi venire il mal di testa siete i benvenuti 🙂 Ma noi siamo fiduciosi!

Auguriamo agli amici di AFFI di raggiungere il prima possibile il loro personalissimo traguardo.

Esaurita questa breve prefazione, vorrei soffermarmi sull’utilità o sulla possibilità che un box di CrossFit® possa affiliarsi di fatto ad una associazione che non ha attualmente null’altro che buoni propositi da offrire. Benche siano tutti di grande valore sia chiaro.

Cercherò di esprimere meglio il mio concetto :

Vorrei riavvolgere prima un attimo il nastro, ritornando alla parte iniziale di questo articolo.

Cito :

Il CrossFit non è uno sport, ma un metodo di allenamento brevettato da Greg Glassman, il suo fondatore non ha mai avuto nei suoi piani il riconoscimento del suo metodo di allenamento come disciplina sportiva, per l’unico motivo logico esistente, Il metodo di allenamento chiamato “CrossFit®” è un prodotto brevettato e di proprietà di un azienda.

Già tale affermazione dovrebbe chiudere la vicenda, ma andiamo avanti un altro pò :

Ci sono centinaia di box italiani affiliati che hanno deciso di avere come posizione giuridica la ASD ed hanno giustamente affiliato la propria ASD a federazioni che proteggono i loro interessi.

Mi chiedo quali sono i vantaggi per un box di CrossFit di associarsi ad una neonata associazione?

Soprattutto in virtù di realtà già consolidate quali la FIPE ad esempio che si occupa con mezzi e capacità da anni di ASD in modo fattivo ?

Non stà a me deciderlo sicuramente ma penso sia un buon punto da cui partire.

Ricapitolando, che interesse dovrebbe avere un affiliato CrossFit® ( che ha nel suo core business ha la “vendita” di un prodotto brevettato) nell’affiliarsi scusate il giro di parole 🙂 ad una associazione che ha come scopo il riconoscimento di uno sport liberalizzato?

Anche in questo caso lascio a voi le conclusioni.

Tralasciamo i punti 3 e 4.

5) Questa parte devo ammettere che mi piace molto. LA CREAZIONE e la promozione di un set di competizioni riconosciute a livello nazionale ed internazionale.

Mi vorrei soffermare proprio sulla creazione di questi eventi.

A giudicare dagli ultimi annunci ufficiali sembra che, più che creare con propri mezzi (inclusi responsabilità economica e giuridica) un SET di eventi propri, si stia cercando di usare gli eventi esistenti ed il loro preziosissimo posizionamento commerciale oltre al know how.

Tralasciando le modalità di presentazione dell’iniziativa a cui abbiamo assistito giorni fà. 

Mi chiedo quale potrebbe essere il vantaggio per un evento già posizionato a livello strategico nell’attuale mercato di riferimento nel partecipare ad un imprecisato circuito di gara di eventi che non sembra nello specifico ancora nessuna identità.

Quale sarebbe in termini economici e di visibilità il vantaggio di diventare un evento ufficiale di una associazione che ha attualmente in agenda solo scopi?

Mi sono arrivate segnalazioni di organizzatori di eventi a cui non è stato chiesto di partecipare a questo progetto e badate non parlo di piccoli eventi, ma di eventi di alto livello.

Le mie domande sono :

Quali sono stati i criteri di valutazione nella scelta degli eventi che dovranno partecipare a questo presunto circuito?

Chi ha stabilito la bontà di un evento piuttosto che di un’altro?

6) Identificare i partecipanti ai campionati mondiali e continentali riconosciuti dal IF3.

Chi può assicurarci che l’esclusione di eventi di tale calibro come sopra, non pregiudichi il ranking degli atleti da inviare ad una ipotetica finale ?

Siamo sicuri che il meglio del panorama Italiano partecipi a determinati eventi?

7) Supportare gli associati con condivisione di best practices, consulenza legale, fiscale, assicurativa e convenzioni dedicate.

Vi confesso che questo passo mi piace davvero tanto, dovrebbe essere la base di ogni associazione che ha come scopo il servizio ad i propri associati, ma anche in questo caso il reperimento di risorse è impegnativo.

Avere un team di consulenti fiscali, avvocati, formatori è qualcosa che richiede ingenti fondi da investire, il punto è : da dove verranno presi i fondi per pagare questi professionisti se l’associazione è una no profit senza capitale?

Qualcuno potrebbe rispondermi dalle quote degli affiliati, ma se gli affiliati non ci sono? Non penso si possa andare cosi lontano oppure avere l’immagine garantista che permetta ad una ASD di cambiare federazione per passare ad altro se non si dimostra di avere organigramma e mezzi.

Conclusioni.

Sono sicuro della bontà dell’intento (anche se un pò utopico) di creare una federazione che possa portare il Functional Fitness a diventare uno sport e chissà tra 4 o 5 anni farlo approdare alle olimpiadi. Ed auguro alla AFFI ed ai suoi membri tutto il meglio. Sicuro che con il tempo riusciranno a raggiungere traguardi importanti.

Vorrei dare alcuni piccoli consigli prima di concludere se posso :

Quando ci si propone ad una platea cosi esigente, ma anche ad altre per carità, si dovrebbero portare a corredo delle proposte che si fanno, cose come :  certezze, figure di riferimento del settore con esperienza e soprattutto concretezze su cui basare la propria offerta.

Se si cerca di attirare affiliati, ma poi per realizzare progetti c’è bisogno del crowdfunding tra gli associati, allora forse sarebbe il caso di correre un pò meno, fare un reset e rivedere le basi per creare con l’aiuto di un team di professionisti una proposta concreta e strutturata cosi da avere il giusto impatto.

Sia chiaro che tali consigli non vogliono essere assolutamente un critica, ci mancherebbe.

Dal profondo del cuore, vi auguro tutto il meglio per i vostri progetti.

Raffaele.

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Un bell'articolo sulle nuove associazioni presenti nel mondo dello sport professionistico Italiano.
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