L’abbonamento al box di CrossFit I Il miglior modo di spendere i propri soldi


Ma è vero che fare CrossFit è costoso ? La risposta è dipende.

Dipende per prima cosa da quanto valore si dà al proprio stato di salute, senza tale metodo di valutazione non sarebbe possibile andare avanti con il discorso.

Nel mondo ci sono diversi sport che possono essere intrapresi da chiunque dal punto di vista fisico ma non certo da quello economico in quanto hanno un impatto notevole.

Quando ero un ragazzino i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici per permettermi di imparare a sciare, come allora anche oggi rimane una di quelle discipline indubbiamente costose.

Seppur dal punto di vista delle attrezzature la gamma a disposizione della clientela si è ampliata in modo esponenziale e, di pari passo, anche i canali attraverso cui poter fare acquisti vantaggiosi (promo, saldi, usato) sono aumentati, la vera differenza l’ha sempre fatta e la farà la parte umana (in questo caso il maestro).

Il CrossFit è uno sport ideato e sviluppato per essere praticato da qualsiasi soggetto a partire dai bambini sino all’infinito. La sua particolarità è indubbiamente quella di allenare corpo e mente per permettere a chiunque di affrontare gli ostacoli che la vita ci presenta tutti i giorni.

Strategia e approccio mentale costituiscono parte integrante di questa disciplina sportiva, una metodologia che consente di affrontare sempre nel migliore dei modi l’imprevisto e l’imprevedibile.

Dal punto di vista fisico, dunque, siamo pienamente concordi tutti nell’affermare che il CrossFit può essere intrapreso da qualsiasi soggetto, salvo ovviamente casi rari ed eccezionali.

Veniamo ora alla nota dolente, un aspetto che personalmente non mi sembra sia mai stato trattato pubblicamente da nessuno o, quantomeno, non mi è mai stato palesato da nessuno né quando sono stato un semplice cliente né ora che opero nel settore.

La cruda realtà è che il CrossFit è uno sport che deve essere costoso.

Se vi hanno detto il contrario, onestamente vi hanno solo mentito spudoratamente.

Ah dimenticavo una cosa alquanto rilevante ma forse non ovvia per tutti. Il discorso in questione fa riferimento solamente al CrossFit vero e proprio, non a una delle sue tante imitazioni proposte dalle Globo Gym. Corsi spesso tenuti da trainer che non sono in possesso nemmeno delle nozioni fondamentali, che magari non lo hanno nemmeno mai provato nella loro vita, allenamenti frutto di un mix tra illusione di fare una determinata cosa per vendere un prodotto e appagamento del cliente che vuole farsi figo con gli altri.

Poi un bel giorno quelle persone entreranno in un box, parteciperanno ad una classe qualsiasi e assisterete a due cose: da una parte il coach tentare il suicidio dopo aver visto certe cose orripilanti e, dall’altro, il cliente morire male ancora prima di aver terminato il warm up.

Sicuramente quanto detto sino a ora avrà già scaldato gli animi di alcuni di voi.

Ecco respirate a fondo e riflettete un secondo su questa cosa: vi è mai capitato di interrogarvi in merito cosa ci sia dietro un determinato prodotto o servizio?

Probabilmente la risposta è no, ne sono pienamente conscio in quanto è capitato anche al sottoscritto, il motivo è perché ci si concentra troppo spesso su alcuni parametri quali:

  • Prezzo
  • Propria propensione a spendere in quel determinato settore
  • Mere possibilità economiche di quel preciso momento storico

Prima di proseguire vi chiedo una ulteriore gentilezza ovvero di essere estremamente onesti e di non iniziate a srotolare un papiro pieno di milioni attenuanti, sentite e risentite negli anni, quali per esempio “il mio box non è posizionato in una grande città”, “la mia clientela già storce il naso con i prezzi che ho”, “nelle vicinanze c’è un box più grande del mio” etc.

I fattori che possono influire sul listino sono svariati, vediamone i maggiori.

Punti salienti dell'articolo

Coach

Come accennato poco sopra, sono fermamente convinto che la cosiddetta “parte umana” costituisca il segno distintivo in grado di distinguere e contraddistinguere un professionista da un altro, questo vale indubbiamente anche all’interno del mondo sportivo.

Sino ad oggi ho vissuto lo sport da molteplici punti di vista (atleta, cliente, appassionato, tifoso, trainer), sono entrato in contatto con una variegata tipologia di addetti al settore. Non finirò mai di stupirmi come alcuni di questi, seppur molto validi, siano in realtà sottovalutati professionalmente, di altri che non vengono retribuiti dignitosamente anche solo per la responsabilità che gli compete, altri ancora, invece, come siano stati bravi a “vendere” la propria immagine (sfruttando magari la propria passata nomea in uno sport spesso non attinente al CrossFit) non avendo però poi le capacità tecniche per fare certe professioni.

I coach sono il cuore pulsante, il segno distintivo in grado di rendere un box unico e inimitabile. La loro professionalità dovrebbe essere il punto di partenza per ponderare se il costo del biglietto che ci stanno chiedendo sia o meno congruo.

Voi sapete cosa fa o dovrebbe fare un coach, qual è il suo compito?

Probabilmente molti di voi penseranno che è un semplice appassionato/a, che magari gareggia, che si allena al box, che tiene qualche classe nei ritagli di tempo e, se riesce, fa pure dei personal ogni tanto giusto per arrotondare. Lo trovate spesso e volentieri al box perché la considera la sua seconda casa e appena può ci va.
Questa visione non è sbagliata a prescindere perché, nella realtà dei fatti, esiste anche questa versione.

Il professionista, cioè per dirla in soldoni colui che vive e mangia esclusivamente grazie allo sport, mi spiace ma è proprio un’altra cosa. Attenzione però, quello che ho appena detto non significa che tutti coloro che vivono di sport siano veri professionisti sufficientemente formati.

Lo sport e le metodologie di allenamento sono in continua evoluzione, il CrossFit non è esente da questo mutamento anzi, racchiudendo differenti discipline ed essendo a supporto di tante altre, lo è ancora di più.

Vi ho confuso le idee? Tranquilli adesso vi spiego.

I coach dovrebbero assolvere a una molteplicità di attività, le principali possono essere sintetizzate in

  • Formazione continua
  • Allenamento costante mettendo in atto quanto appresso nel corso degli anni
  • Trasferimento del proprio “sapere” ai clienti che si rivolgono a loro

Questi tre punti sono strettamente collegati tra di loro, possono essere visti come i raggi di una ruota senza i quali non è possibile fare molta strada.
Il vostro coach è un libero professionista, in quanto tale non ha giorni di malattia, di ferie, se non lavora non guadagna, non ha tredicesima o quattordicesima, bonus, premi o altro.

Ha fatto una scelta, avete perfettamente ragione, questo non significa però che non meriti il giusto rispetto per la sua professionalità anche ricevendo un’adeguata retribuzione per il suo lavoro.

In molti non riescono a percepire il reale valore economico del servizio svolto dal proprio coach per via essenzialmente di due problematiche.
La prima è data dall’assenza di una sorta di listino di massima da prendere come riferimento, la seconda dalla mancanza di un riconoscimento professionale da parte delle Istituzioni tale da sensibilizzare le persone in merito all’importanza del lavoro in ambito sportivo.

L’emergenza COVID poteva rappresentare un punto di svolta in merito all’importanza dello sport nella vita quotidiana ma, ancora una volta, ci siamo lasciati sfuggire l’occasione. Il messaggio che è passato è stato che lo sport sia un semplice hobby, qualcosa di non essenziale per la salute delle persone, che sia sufficiente un semplice tappetino per praticarlo.

La cultura sportiva in Italia è ancora molto arretrata per un numero elevato di ragioni, una su tutte il mancato riconoscimento da un punto di vista normativo di professioni quali atleti professionisti, coach, trainer etc. Detto terra terra…lo sport non è un lavoro.

Il decidere oggi di risparmiare sull’abbonamento del box significa non investire nelle persone che vi alleneranno, a cui state letteralmente affidando il vostro corpo e la vostra salute.

La frase “non si smette mai di imparare” calza perfettamente a pennello, farlo è molto dispendioso per cui a volte non si è nelle condizioni per farlo. Una sorta di cane che si morde la coda perché il tutto si rifletterà su voi stessi.

Per diritto di cronaca vi segnalo che, nella mia esperienza, mi è capitato di ricevere da parte di owners proposte economiche a dir poco imbarazzanti, purtroppo c’è sempre qualcuno dietro di noi disposto a lavorare al di sotto di livelli accettabili, il tutto a discapito di tutti (lavoratori e clienti).

Prima di avanzare qualsiasi rimostranza sarebbe opportuno che ripensaste a quanto pagate la cosiddetta “signora delle pulizie” per sistemarvi casa. Credo siate tutti concordi nell’affermare che il grado di responsabilità del vostro coach sia un po’ più elevato, ha giusto in mano la vostra salute e quella dovrebbe essere inestimabile.

Location

La stragrande maggioranza dei box italiani sono collocati in contesti industriali, nuovi o risistemati, allestiti in modo spartano perché lo stereotipo del crossfitter è quello dell’individuo duro e un po’ rude (stile Rambo), che ama droppare appena possibile e che usa la magnesite ad ogni occasione.

Anche qui esistono delle eccezioni ossia realtà in cui si è voluto creare un ambiente più confortevole a livello di arredi, in alcuni casi fornendo aree di svago e community dove poter consumare il proprio pasto, spuntino o solo scambiare due chiacchere con altri compagni di box. Altri ancora hanno annesso un’area SPA vera e propria o una semplice sauna o, ancora, una piscina per svolgere wod misti.

Temperatura

Tralasciando i gusti estetici, dettaglio che molto probabilmente accomunerà un po’ tutti è la climatizzazione dei locali.

Riscaldamento e condizionamento sembrano essere delle vere e proprie chimere in moltissimi posti, anche se esistono precise prescrizioni di legge al riguardo che vengono a volte ignorate.

Difficile sorvolare su questo aspetto soprattutto d’estate in alcune zone d’Italia come la pianura padana, regno di quel mix dato da caldo asfissiante e livelli d’umidità tali da fare invidia a Paesi situati nella zona dell’equatore.

Se nel vostro box la temperatura è sempre ottimale dovete ringraziare il vostro owner perché o ha investito nella progettazione e realizzazione di un impianto ad hoc, o semplicemente non lesina nel dare fiato alle trombe ossia far viaggiare l’impianto o, ancora meglio, entrambe le cose.

Sappiate bene che tutte e tre le opzioni comportano, comunque, un dispendio di risorse non indifferente dato che le strutture in cui ci si allena hanno altezze considerevoli e non sono, salvo casi eccezionali, coibentate per cui la dispersione di caldo e freddo è all’ordine del giorno.

Pulizia

Ammesso e non concesso che siate veramente fanatici del contesto industrial nella sua globalità, di certo non transigerete su un aspetto per nulla scontato: la pulizia.
Il fatto che le persone vogliano allenarsi duramente, sudino, si sporchino di magnesite o con l’utilizzo di attrezzi, si buttino per terra per eseguire esercizi (burpees, sit up, push up etc.) e che alla fine del wod decidano di abbracciarsi per complimentarsi a vicenda, non significa affatto che siano disposte a frequentare luoghi dove la pulizia sia messa in secondo piano.

Il concetto deve ricomprendere sia tutti gli ambienti del box che le stesse attrezzature, soprattutto laddove sia stato utilizzato come plus per distinguersi dalla concorrenza.

Mantenere le promesse non è mai facile, anche in questo caso farlo richiede tempo e denaro ma chi non vorrebbe vedere il proprio box bello e lucente come il giorno della sua inaugurazione?

Credo di avervi dato parecchi spunti su cui riflettere e spero vivamente che lo facciate al più presto perché in ballo c’è sempre e comunque la vostra salute.

Nessuno di noi ha il super potere di fermare o rallentare il tempo, non ci resta altro che cercare di ottimizzare quello a nostra disposizione per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati e migliorarci di giorno in giorno.

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L'abbonamento al box di CrossFit I Il miglior modo di spendere i propri soldi
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L'abbonamento al box di CrossFit I Il miglior modo di spendere i propri soldi
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Analizziamo il costo di un abbonamento per fare CrossFit. Vediamo insieme i costi di gestione affrontati dagli owner.
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My Cross Life
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Filippo Comparini

Atleta e Giudice Crossfit con certificazione CrossFit Level 1 (CF-L1)