Fino a quando | Un analisi onesta ma costruttivamente critica sulla situazione attuale

Mangia carne e verdure, noci e semi, un po’ di frutta, poco amido e niente zucchero. Mantieni l’assunzione a livelli che sostengano l’esercizio, ma non il grasso corporeo.

Da “Cos’è il fitness”, CrossFit Journal, 2002

  1. Il CrossFit è un metodo di allenamento brevettato, un vero e proprio stile di vita caratterizzato da esercizio fisico sicuro ed efficace ed alimentazione sana. Il CrossFit può essere utilizzato per raggiungere qualsiasi obiettivo, dal miglioramento della salute alla perdita di peso.
  2. La magia è nel movimento. Gli allenamenti di CrossFit sono diversi ogni giorno e possono essere modificati per aiutare ogni atleta a raggiungere i propri obiettivi. Gli allenamenti possono essere adattati a persone di qualsiasi età e livello di forma fisica.
  3. Lo stile di vita CrossFit è una combinazione di alimentazione sana ed esercizio fisico, per mantenersi in salute a lungo termine.
  4. Migliaia di affiliati in tutto il mondo, le persone si incoraggiano e si motivano a vicenda in ogni classe mentre lavorano per raggiungere i loro obiettivi. Il divertimento è nella comunità.

Dal sito ufficiale di CrossFit.com

Ma se è tutto cosi chiaro, come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?

Niente di cosi eclatante, il metodo di allenamento “NON SPORT” chiamato CrossFit è diventato cosi efficiente nel dare risultati, che naturalmente si è passati al livello successivo, le competizioni.

Dai primi Games del 2007 ad Aromas dove si estraevano i wod con l’ausilio di una specie di bedoniera  🙂 e si gareggiava con le All Star, tra una birra ed un hamburger cucinato al barbecue, fino agli eventi dei giorni nostri trasmessi in mondo visione con montepremi da paura.

L’evoluzione grazie a Reebok è stata devastante e senza alcun controllo. In meno di 15 anni siamo arrivati a montepremi milionari e atleti trattati come vere e proprie star. Con la popolarità però sono arrivati anche i problemi. Uno a caso? Il doping…

Il doping viene largamente utilizzato in “praticamente tutti gli sport professionistici” persino per gli scacchi, figuriamoci nel CrossFit a questi livelli.

Ed infatti, i casi di atleti bannati per doping durante gli eventi ufficiali e diventato con il tempo e con l’evoluzione del brand un problema sempre più grande, soprattutto in virtù della mission originale di tale metodo di allenamento, che è, e resta il miglioramento del proprio stato di salute.

Il tentativo di virata di coach G.

Il miracolo si concretizza con la salute, nel box, ogni giorno. La nostra missione è ridurre l’enfasi sui CrossFit Games e rendere tutto più sostenibile.

Queste le parole di Greg Glassman alla vigilia della ristrutturazione della stagione agonistica che vide l’eliminazione dei Regionals (Segno della consapevolezza che le cose fossero andate fuori dai binari).

I tentativi di porre rimedio a questa situazione sono stati purtroppo vani, fino agli episodi che hanno visto la dipartita di Coach Glassman e con lui il suo desiderio di arginare tale corrente.

Qual’è l’analisi dei fatti, come vanno le cose qui in Italia oggi? Come ci ha investito questa evoluzione del movimento?

Analizzando la situazione attuale, da un lato troviamo la stragrande maggioranza dei CrossFitters circa il 95% non agonista che prospera e rende la comunità sempre più grande, che si diverte al box, migliorando il proprio stato di salute, i rapporti interpersonali seguendo le classi.

Dall’altra un 5% di presunti agonisti (visto che il CrossFit tecnicamente non è uno sport) di cui tantissimi atleti fantastici dentro e fuori dal campo, che competono a vario titolo in eventi che possono essere la garetta di paese fino agli eventi ufficiali di CrossFit.

Fino a qui nessun problema, tutto funziona a meraviglia, i due mondi apparentemente e realmente funzionano in simbiosi quasi autoalimentatosi in un equilibrio perfetto (nella maggior parte dei casi è cosi).

Fino a quando……

  1. Fino a quando qualcuno non viene trovato positivo al doping e se ne fotte facendo finta che non sia successo niente.
  2. Fino a quando non si creano fazioni e pseudo federazioni che pur di fare cassa pretenderanno di avere la verità in tasca e di essere l’unica soluzione al “vuoto istituzionale”.
  3. Fino a quando gli organizzatori di eventi faranno di tutto per portare a casa iscritti, manipolando, dividendo, cospirando.
  4. Fino a quando gli spacciatori di programmi per competitors (non i veri coach) continueranno a cercare di convincere anche chi fa CrossFit da 3 mesi, che ha bisogno di un piano di allenamento personalizzato per competere e magari anche un “aiutino integrativo” (che tanto lui ha gli agganci giusti).
  5. Fno a quando non si trasmette un messaggio distorto che dice “per vincere bisogna fare qualsiasi cosa.
  6. Fino a quando al box alcuni famigerati “competitors” al posto di aiutare i nuovi arrivati ad integrarsi continueranno a squadrarli dall’alto in basso, facendogli credere che il CrossFit è potenza, forza, competizione e non condivisione, comunità, servizio, inclusione.

Cerchiamo di essere obbiettivi : Questi casini arrivano sempre dallo stesso posto, non certo dalle classi.

Ecco dove risiede il problema, non nella competitività che fine a se stessa è buona e vitale (Il CrossFit ha nelle sua fondamenta lo spronare a fare meglio ci mancherebbe), ma nell’animo umano, nella mancanza di senso di comunità, nell’avidità che è propria dell’essere umano, che questa evoluzione alle volte distorta ( per interesse ovviamente) del CrossFit chiamata AGONISMO ci ha regalato.

Ovviamente il CrossFit nella sua forma più pura non verrà mai “SEPPELLITO” ho solo riportato uno sfogo di Coach G. durante una delle sue mitiche interviste che vidi anni fà, ma questo non toglie che è sotto gli occhi di tutti che un certo ramo AGONISTICO di questa disciplina ha portato con se una quantità di problematiche enorme.

Per concludere l’agonismo è il male?

No, ma è difficile da gestire e nelle mani sbagliate fa solo danni….

Questo post non è un’attacco a nessuno, non vendo programmi, non organizzo eventi, mi considero “amico” di tanti organizzatori di eventi e di coach con la C maiuscola. Non ho interesse alcuno se non quello di far prosperare la comunità in modo sano. Il mio è solo un tentativo di cercare di provare a discutere, ben venga se capito da chi non è in mala fede.

P.s. chiunque si senta chiamato in causa dovrebbe per prima cosa analizzare profondamente il proprio operato, con onestà d’animo e poi valutare attentamente il da farsi.

Solo uniti siamo più forti.